
Sconcerto!
Ecco il sentimento che mi ha provocato il video editoriale del signor Merlo, pubblicato (e, ahimè, ancora presente) sul sito del quotidiano la Repubblica.
Ma che Paese è questo? Che Paese è quello in cui uomini che dovrebbero detenere il primato della cultura, e quindi dell’onestà intellettuale (le due cose non sono scindibili!), si permettono di ”scattare due fotografie” su altrettante tragedie immani, quella di Genova e quella di Messina, per “incorniciarle” dentro obbrobriose differenziazioni? Come se morire a Messina fosse un destino e morire a Genova una tragedia.
Ma che cosa sta diventando questo Paese?
Lo scenario di stupidi steccati divisori?
Un enorme stadio con due curve contrapposte, pronte a darsele di santa ragione prima e dopo la partita?
O forse solo una piazza grande, in cui il vociare di certe firme eminenti,che azzardano teorie e parole in libertà, si mescola e sovrasta la sobrietà dell’onestà, della civiltà, della decenza?
Ma questa volta è proprio necessario che la decenza abbandoni la sobrietà e si scateni contro quel vociare indistinto, che oggi ha il nome e il viso di Merlo.
Questa volta siamo noi ad urlare in faccia a Merlo tutto lo sconcerto di un popolo, quello siciliano, che non può e non deve sottostare a certe logiche d’indecenza, specie quando già si trova a dover piangere morti e sfollati.
Con la speranza non che il signor Merlo ritratti (perchè questo è anche un Paese in cui è troppo difficile chiedere scusa), ma che Repubblica dia prova di civiltà rimuovendo quel video assurdo, che è sì una fotografia, ma una fotografia, nitida e in bianco e nero, di un Paese diviso.
Da una parte i bianchi, dall’altra i neri, proprio come in una partita a scacchi, dove non ci sono, non possono esserci vincitori e vinti, dove a perdere è solo la nostra credibilità.
Ad ogni modo, Merlo e simili lo sappiano: il Sud è stanco di fare la parte del pedone!
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