mercoledì 2 febbraio 2011

Riscrivere il Risorgimento

Sabato 12 febbraio a L'Officina, in vicolo Parigino 8, alle ore 11, presenteremo il libro della professoressa Pellicciari.
Il libro ci invita a ripensare e riscrivere il risorgimento.
E' una operazione importante. Lo dice anche Berlusconi, guardate il suo messaggio video:

http://www.youtube.com/watch?v=olYEP4Herms

giovedì 27 gennaio 2011

La famiglia distrutta è alla Sinistra di Dio


di Alessandro Pertosa

Chi crede che la distinzione tra destra e sinistra derivi dalla
rivoluzione francese, si sbaglia di grosso. Già in epoca biblica,
infatti, v'era una netta differenza tra la destra, luogo della
salvezza, e sinistra, luogo dei dannati. La destra da sempre
simboleggia la forza, l'onestà, la chiarezza, mentre la sinistra
indica la dimensione di colui verso il quale non si ha alcuna
fiducia: atteggiamento sinistro, colpo mancino, lo stesso incidente
è anche detto sinistro e non me ne vogliano i cattoprogressisti se
ricordo loro la definizione più comune che li caratterizza:
sinistrume... D'altronde, come nota acutamente Giovanni Zenone nel
suo libro A sinistra di Dio, «la mano abile è la destra, e chi sa
usare ambedue indifferentemente è chiamato ambidestro, non
ambimancino. Il mancino è colui che non ha saputo adeguarsi
all'addestramento, o peggio, che non è stato addestrato...». La
sinistra esprime evangelicamente una negatività intrinseca
ineliminabile: «La mente del sapiente si dirige a destra e quella
dello stolto a sinistra» (Qo 10,2).Una delle caratteristiche
fondamentali della cultura contemporanea è di essere piena di colpi
mancini. Dopo aver scotomizzato lo spirito, il mondo secolarizzato,
figlio della rivoluzione francese, si getta a capofitto verso la
divinizzazione della dea-ragione. Quella stessa ragione che consentì
al "borbonico" Ugo Navarra di dire (riportato da C. Alianello ne
L'eredità della Priora): «Cos'è la vita? E la ragione? Che ti spiega
la ragione? Un accidenti ti spiega. Evviva la ragione illuminata! E
io che ci credevo [...]. Che ragione? Che ragione mi aiuta? Che vita
razionale? La vita è fuori di me, fuori di noi, che non la sappiamo
cogliere». E saper cogliere la vita vuol dire guardare il reale con
occhio disincantato, non utopico: per comprendere la res dobbiamo
abbandonare la supponenza dell'eidos, onnipresente. Le ideologie
cervellotiche, infatti, incarnano l'atteggiamento sinistro di chi si
ostina a considerare bianco ciò che è nero, caldo ciò che è freddo,
bello ciò che è brutto, destro ciò che è sinistro. Il vero obiettivo
mancino consiste nell'indifferenza valoriale, poiché agisce
sinistramente chi pretende che il valore cessi di valere e che la
mediocrità sia elevata al massimo della stima. E chi non si adegua
al nuovo "bordello" intellettuale è un bacchettone da emarginare. I
buoni con noi, i cattivi con gli altri. Senza considerare che dietro
al "noi" ed agli "altri" vi sono cuori che battono, coscienze che
palpitano e speranze che crescono... Ma la sinistra questo non lo
sa! Emarginare, emarginare, emarginare, qualcosa non rimarrà! E
perché ciò? Solo per un presupposto principio comunitario tendente
all'uguaglianza ed all'indifferenza valoriale? E poi, a ben vedere,
cos'è un principio, se non un concetto che ha un fondamento morale?
Ed in nome di questi non meglio precisati principi sinistri, la
famiglia non è più un valore, un unicum, non è più costituita da un
uomo e da una donna (legati indissolubilmente attraverso il sacro
vincolo del matrimonio), bensì diviene un istituto artificiale,
giuridico, civile. Il matrimonio è un accordo, un banalissimo
accordo tra due persone. Che siano poi dello stesso sesso poco
importa. E come qualunque contratto ha anche la sua "bella" data di
scadenza. Due, tre, o forse quattro anni, poco importa. Intanto si
fa una prova, si rodano i rapporti e si fanno nascere dei figli.
Poi... e poi? Se lo screening non dovesse rispettare i parametri,
ognuno per la sua strada. Tanto ci si può sempre rifare una vita,
no? Poveri quei figli di genitori sinistri!Due papà, due mamme, una
mamma-nonna ed una mamma-zia, una mamma biologica ed una adottiva,
la compagna del papà ed il compagno della mamma, tutti insieme
appassionatamente, dalla famiglia patriarcale a quella allargata.
Per non parlare, poi, dei padri pederasti che abbandonano le mogli
perché invaghitisi di giovani efebi; qui i figli si troverebbero,
loro malgrado, adottati anche dal compagno di papà: altro che colpi
mancini, qui siamo al delirio. Un tempo si diceva "Natale con i tuoi
e Pasqua con chi vuoi". Ma oggi i "tuoi" chi sono?Non v'è bisogno
d'essere cristiani, cattolici osservanti, per comprendere che si
vive meglio in una famiglia unita, dove i genitori (un uomo ed una
donna) vivono d'amore e d'accordo, piuttosto che in una famiglia
dilaniata dagli odi fra ex coniugi. Ma la serenità familiare passa
attraverso la stabilità dei rapporti, nel personale donarsi
all'altro e nell'aiuto reciproco, stendendo la mano destra. E se non
ci si dona, ci si odia, tertium non datur. Altro che Patto Civile di
Solidarietà! Altro che convivenza! Il riconoscimento delle unioni
civili funge da grimaldello col quale scardinare il nucleo centrale
della società umana, cieca dinanzi ai bassi istinti della bestialità
egoista.

mercoledì 26 gennaio 2011

Montecarlo, ora la Procura non può tacere Ecco tutti i documenti che fanno tremare Fini




di Alessandro Sallusti

Confremato l'arrivo di nuove clamorose prove: il presidente della Camera ha mentito. Le carte in Procura. Il Pdl chiede le sue dimissioni, ma lui vieta il dibattito in Aula. Nei documenti di Saint Lucia le prove che le due società off-shore fanno riferimento a Giancarlo Tulliani

Il neopartito che si candida a guidare un nuovo centrodestra e il Paese Intero, il Fli, ha un capo furbetto, reticente e forse anche un po’ bugiardo. Gianfranco Fini, infatti, della famosa casa di Montecarlo svenduta al cognato ne sa molto di più di quanto abbia giurato nei drammatici videomessaggi che hanno allietato la scorsa estate. Ricordate? Non è vero niente, è solo una campagna di fango, se fosse vero mi dimetto. Ecco, appunto. È tutto vero. Lo provano, secondo quanto risulta al Giornale, i documenti arrivati al governo italiano e ora custoditi nella cassaforte del ministro degli Esteri, Franco Frattini. Il quale ne ha consegnato una copia alla Procura della Repubblica di Roma che ancora sta indagando, si fa per dire, su quel brutto pasticcio.
È strano come la magistratura sia così efficiente e celere quando si occupa di Berlusconi (in pochi giorni, con grande schieramento di forze e mezzi, sono state ricostruite le frequentazioni di un anno ad Arcore) e sia invece lenta, paralizzata, quando si tratta di fare luce su Gianfranco Fini. Che evidentemente sperava, o forse era stato da qualcuno rassicurato, di poterla fare franca. Nessun pm si era preoccupato non dico di interrogarlo, ma neppure di farci due chiacchiere al bar. Nessun magistrato ha sentito il bisogno di salvare almeno l’apparenza convocando il cognato, Giancarlo Tulliani, tantomeno le decine di testimoni portati a galla dai nostri cronisti. Ovviamente, nessuna intercettazione o fuga di notizie.
Spenti i riflettori, dirottata l’attenzione altrove, brindato al bunga bunga, Fini ha ripreso a fare il paladino della legalità e dell’etica politica a tempo pieno. E con lui i Bocchino, i Granata, i Briguglio. Pensava di farla franca ma, come capita agli arroganti, non ha fatto i conti con l’imprevisto. Che arriva da Santa Lucia e, a quanto pare, è inequivocabile. Non che le prove mostrate la scorsa estate dal Giornale non fossero sufficienti a far concludere che quella casa, transitata per società off-shore e svenduta sottocosto con grave danno ai beni del partito, fosse un affare di famiglia sulla pelle dei militanti di An. Ma ora anche ogni tentativo di negare l’innegabile non starebbe più in piedi.
E forse in quelle carte, che tra poche ore, inevitabilmente, in un modo o nell’altro diventeranno pubbliche, c’è anche di più. Cioè la prova che Fini ha mentito ripetutamente ai suoi colleghi di partito e agli italiani tutti, anche là dove non era necessario, per depistare da una ipotesi di reato. Semplicemente ci ha preso in giro proprio come i bambini sorpresi con le mani nel vasetto di marmellata.
Fini non ha voluto dimettersi mesi fa davanti all’evidenza, smentendo anche le sue parole. Non ha voluto lasciare lo scranno quando è sceso nel ring della politica perdendo anche formalmente il suo ruolo di arbitro e terza carica dello Stato. Potrebbe farlo in queste ore prima di essere definitivamente sbugiardato. Ieri gli è stato chiesto e ha risposto di no. Dovrà farlo tra non molto, quando i nuovi documenti gli faranno perdere anche il sostegno di una opposizione fino ad ora complice.

domenica 23 gennaio 2011

SOLO PER RIFLETTERE UN PO'


Mister Gomorra fa il guardone
Di Vittorio Sgarbi

Il popolare scrittore sposa per moda e compiacenza l'inchiesta delle toghe rosse contro la libertà sessuale. Scambia i desideri per crimini dimostrandosi così dilettante di giurisprudenza e ignorante di letteratura

È quasi imbarazzante ricordare che, nella storia umana e letteraria, l’erotismo confina con la trasgressione che non ammette regole. Perciò è tutelato dalla riservatezza e dalla menzogna, che ne sono elementi caratterizzanti. Nulla è più dirompente che invadere la sfera sessuale. E spesso essa confina con il ridicolo. Un grande uomo in mutande, in erezione, l’attività erotica del principe Carlo o del re Juan Carlos, o anche di Andreotti, di Emilio Colombo, di Oscar Luigi Scalfaro e giù giù fino a Fassino, Gasparri, Prodi, Pecoraro Scanio, Vendola, e il vederli nudi nell’atto sessuale ha qualcosa di intollerabile e di ripugnante. E infatti non si vede e non se ne parla.
Se da queste perverse immaginazioni, passiamo alle personalità letterarie, vediamo allora Saffo, per come lei stessa si descrive, e poi passiamo a Machiavelli, che racconta nei particolari una sua avventura notturna con una donna bruttissima, giù giù fino a De Sade, classico della liberazione sessuale confinante con la perversione, a von Sacher Masoch (dal cui nome deriva la diffusa inclinazione al piacere nelle sofferenza, detta masochismo), ad Oscar Wilde, arrestato per i suoi amori, a Rimbaud e Verlaine, oggi modelli trasgressivi ammirati, a George Simenon, il grande scrittore che ebbe fra amori liberi e amori a pagamento, diecimila donne, a Paul Leautaud, che ogni giorno era alla ricerca di un corpo nuovo, per irrefrenabile priapismo, a Pierpaolo Pasolini, modello culturale, grande intellettuale, certamente consideratissimo da Roberto Saviano e da molti politicamente corretti che, come Mr. Hyde, nella notte andava a caccia di corpi a pagamento ed è stato ucciso da un marchettaro, Pino Pelosi, che, pagato, non era disponibile alle richieste estreme del grande scrittore (di cui non si vorrà dimenticare l’ingiusto processo patito in Friuli per avere masturbato suoi allievi quindicenni consenzienti, e per questo cacciato dal Partito comunista), devo continuare? Ricordare L’ultimo tango a Parigi con l’episodio del burro o l’immagine poetica e lirica della tabaccaia nel film Amarcord di Fellini, prosperosa adulta sul corpo della quale si masturbano piccoli adolescenti minorenni?
È dunque arrivato il momento che la Boccassini apra un’inchiesta sul film Amarcord di Fellini. Per questa sua meritoria e inevitabile impresa (ove il reato non sia prescritto), in nome dell’obbligatorietà dell’azione penale, potrà ricevere il plauso di Roberto Saviano, che non mancherà di dedicarle la prossima laurea honoris causa che qualche compiacente università vorrà attribuirgli per i suoi indiscussi meriti. Esattamente come ha fatto premiando l’inchiesta milanese sui gravissimi reati sessuali attribuiti al presidente del Consiglio. Nel manifestare la sua fede incrollabile nel pensiero unico del politicamente corretto e la sua incondizionata ammirazione per la Boccassini che ha inteso riconoscere gravissimi reati nel trasferire da parte del premier l’atmosfera delle discoteche e del divertimento notturno dei ragazzi, con l’eccezione della droga, a casa propria. Oltretutto, molte delle ragazze, subito considerate prostitute, sono le stesse che si agitano nei programmi televisivi d’intrattenimento.
O le Kessler facevano qualcosa di diverso dalle Veline? E le cubiste, danzatrici di lap dance, pagate per agitarsi freneticamente, fanno qualcosa di diverso dalle ragazze invitate ad Arcore che subito, ripeto, vengono considerate prostitute? Ricevere regali e prostituirsi? E se i regali li fa un uomo ricco, com’è normale che sia, diventa un cliente o è semplicemente un uomo generoso? Era una puttana Jackie Kennedy che stava con Onassis? E vendere il proprio corpo è un reato?
Così sembra pensare Saviano, grande dilettante di giurisprudenza e grande ignorante di letteratura, che pratica con ineguagliabile vittimismo. In un clima di conformismo e di assoluta violazione delle libertà individuali, il facile attacco a Berlusconi, dimenticando conquiste e comportamenti trasgressivi legati ai nomi di De Sade, Oscar Wilde, Pasolini, Sartre, Rimbaud, Verlaine, evidentemente poco letti da Saviano, ha determinato la comoda, opportunistica, ridicola decisione di Saviano il cui editore, come si sa, è Berlusconi che gli paga i cospicui diritti come paga alcune ragazze in omaggio alla loro bellezza (d’altra parte forse dimentica che qualcuno ha inviato cinquecento rose rosse a Barbara D’Urso): dedicare una laurea honoris causa attribuitagli, per moda e per compiacenza, a Ilda Boccassini e a quei magistrati di Milano che hanno aperto la più straordinaria inchiesta contro la libertà sessuale, indifferenti a chiunque sia stato con la minorenne Ruby pagandola, e interessati solo a Berlusconi.
Saviano non si chiede perché, nella obbligatorietà dell’azione penale da loro rivendicata, i magistrati non si interessano degli altri «clienti» di Ruby, non difficili da individuare con i metodi di indagine adottati nei confronti del premier senza alcuna denuncia di parte, e per ciò che riguarda persone adulte, del tutto abusivi, minacciando quelle elementari libertà individuali celebrate in un altro libro che evidentemente Saviano non conosce: «Moll Flanders» di DeFoe. Il conformismo dominante determina l’attribuzione di lauree honoris causa a personaggi che si mostrano vittime senza avere riscontrato rischi reali (nel caso di Saviano negati per esempio dal capo della mobile di Napoli, Vittorio Pisani) perché, come in questo caso, esse siano usate strumentalmente.
Forse sarebbe meglio darle a chi conosce il diritto e la letteratura e non trasforma istinti e desideri in crimini. E voglio aggiungere che, nella denuncia degli interessi mafiosi legati alla colossale truffa dell’eolico che comporta anche una distruzione del paesaggio in contrasto con l’articolo 9 della Costituzione non ho mai visto Saviano, nonostante le mie sollecitazioni, come nel sostegno alla battaglia contro la libertà sessuale dei magistrati di Milano. Io, per avere bloccato tutti gli impianti eolici e fotovoltaici a Salemi, sono stato pesantemente minacciato. Ma Saviano non ha aperto bocca. Capisco che stabilire la natura dei rapporti tra Ruby e il premier è un’impresa più importante che combattere la mafia del vento; ma per preoccuparsi della Boccassini e di Ruby Saviano ha la scorta, per combattere Matteo Messina Denaro e i suoi affari, a me l’hanno tolta.

.AUSCHWITZ

27 gennaio Giorno della Memoria
Son morto ch'ero bambino,
son morto con altri cento
passato per un camino
e adesso volo nel vento.
Ad Auschwitz c'era la neve
e il fumo saliva lento,
nei campi tante persone
che ora sono nel vento.
Ad Auschwitz tante persone
ma un solo grande silenzio.
Che strano....non ho imparato
a sorridere qui nel vento.
Io chiedo....come può un uomo
uccidere un suo fratello?
Eppure....siamo a milioni,
in polvere qui nel vento.
Ancora tuona il cannone,
ancora non è contenta
di sangue la belva umana
e ancora ci porta nel vento.
IO chiedo:quando sarà
che un uomo pèotrà imparare
a vivere senza ammazzare
e il vento si poserà.?

mercoledì 19 gennaio 2011

SPUTTANOPOLI "BALLARO'"


mercoledì 19 gennaio 2011, 09:22 IL CAV TELEFONA RAI3 NON RISPONDE FLORIS LO CENSURA
di Redazione

Il presidente del Consiglio ha chiamato la redazione di Ballarò per intervenire nel corso della puntata dedicata al sexygate di Ruby. Il conduttore ha deciso di non farlo intervenire Strumenti utili Carattere Salva l'articolo
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Condividi su Twitter Roma - Censurato dal "servizio pubblico". Non è successo a un cittadino qualunque, ma al presidente del Consiglio. Ieri sera ilvio Berlusconi ha telefonato a sorpresa alla trasmissione Ballarò, dedicata quasi interamente alla vicenda Ruby, ma il conduttore Giovanni Floris, ormai in chiusura, ha deciso di non farlo intervenire in trasmissione. Lo ha riferito, prima della chiusura della puntata, lo stesso Floris.

Floris censura Berlusconi "Ha telefonato - ha detto il conduttore - il presidente Berlusconi; ma visto come era andata l’ultima volta, lo abbiamo invitato a venire da noi la prossima settimana". Floris si è riferito all'ultima telefonata del premier alla trasmissione, quando egli ha chiuso bruscamente e polemicamente la telefonata rifiutando di rispondere ad alcune domande. Dalla redazione di Ballarò, come per scusarsi, viene fatto presente che domenica scorsa il presidente del Consiglio era stato invitato a partecipare proprio alla trasmissione di questa sera. Nel frattempo gli hanno buttato giù il telefono in faccia.

lunedì 17 gennaio 2011

Oriana Fallaci e la Cultura Islamica




"Masochisti, sì, masochisti. E a tal proposito, vogliamo farlo questo discorso su ciò che chiami Contrasto-fra-le-Due-Culture? Bè, se vuoi proprio saperlo, a me dà fastidio perfino parlare di due culture: metterle sullo stesso piano come se fossero due realtà parallele, di uguale peso e di uguale misura. Perchè dietro alla nostra civiltà c'è Omero, c'è Socrate, c'è Platone, c'è Aristotele, c'è Fidia, perdio. C'è l'antica Grecia col suo Partenone, la sua scultura, la sua architettura, la sua poesia, la sua filosofia, la sua scoperta della democrazia. C'è l'antica Roma con la sua grandezza, il suo concetto della Legge, la sua letteratura, i suoi palazzi, le sue strade. C'è un rivoluzionario, quel Cristo morto in croce, che ci ha insegnato il concetto dell'amore e della giustizia. (...) C'è Leonardo da Vinci, c'è Michelangelo, c'è Raffaello. C'è la musica di Bach e di Beeethoven, su su fino a Rossini e Donizetti and Company. (...) Copernico, Galileo, Newton, Darwin, Pasteur, Einstein. (...) E se anche tutto questo fosse roba da buttar via, ma non mi sembra proprio, dimmi: dietro l'altra cultura, la cultura dei barbuti con la sottana e il turbante, che c'è?" Oriana Fallaci, La Rabbia e L'Orgoglio.